venerdì 27 gennaio 2012
sabato 21 gennaio 2012
Luci mi trasportano altrove
Vedo luci che mi trasportano altrove, salgo sopra una di esse. Mi deturpano il viso, lo ricompongo come fosse pongo, corro all’indietro guardando verso l’alto dove scale a chiocciola salgono verso l’infinita altezza del cielo. Ci salgo su. Gradino dopo gradino comincio a salire.
lunedì 16 gennaio 2012
Senza luce, mi sento aduggiato
venerdì 13 gennaio 2012
Magari mi suicido parzialmente
A questo link potete trovare il racconto inedito con il quale ho partecipato al concorso, senza vincerlo, "Premio Gabriele Olivieri III edizione":
Magari mi suicido parzialmente
Per chi avesse voglia di leggerlo...
Ps: il titolo è "Magari mi suicido parzialmente" e non "Magari mi suicido" come riportato da un quotidiano
on-line.
Magari mi suicido parzialmente
Per chi avesse voglia di leggerlo...
Ps: il titolo è "Magari mi suicido parzialmente" e non "Magari mi suicido" come riportato da un quotidiano
on-line.
domenica 8 gennaio 2012
Commento lasciato da "Nuvola in viaggio" su Anobii
martedì 3 gennaio 2012
Presentazione del 15/10/2011 - clip 02
Presentazione del libro "Se spegni non morirà nessuno"
presso la Galleria Opus di Grottammare
con la collaborazione dell'associazione culturale "Rosa dei Venti"
Intervento del Prof. Giarmando Dimarti
lunedì 2 gennaio 2012
Presentazione del 15/10/2011 - clip 01
Presentazione del libro "Se spegni non morirà nessuno"
presso la Galleria Opus di Grottammare
con la collaborazione dell'associazione culturale "Rosa dei Venti"
Intervengono l'autore e Simona del Gran Mastro
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Ognuno dei personaggi descritti nei racconti è estraneo non solo alle persone che ha accanto ma anche a se stesso, anzi principalmente a se stesso. Ogni protagonista sembra aver fatto tanta strada,anche se apparentemente ingabbiato dentro a percorsi tracciati e ripetitivi,ed è andato lontano, molto lontano, precipitando in un qualche posto dentro di sè da cui è difficile tornare indietro. Nessun grido d’aiuto può salvarli, non c’è scampo, visto che, oltretutto, si ritrovano a galleggiare dentro ad un mare di indifferenza e le persone che li sfiorano “non hanno reale coscienza di loro, della loro disperazione, ma solo conoscenza”. Nessuno si è accorto in tempo dei percorsi che hanno fatto per arrivare al punto in cui sono e l’incomunicabilità è oramai realtà “inscalfibile” e consolidata.
Leggere questi racconti è un pugno allo stomaco; mentre li leggi ti sembra quasi di rimanere in apnea e, alla fine, quando ciascun racconto finisce e lentamente riprendi fiato e ti allontani da ciascuna storia, ti sembra quasi di aver realmente esplorato “dal di dentro” i percorsi che conducono alla disperazione, quella vera, senza scampo. L’autore è molto bravo a far emergere “le voci di dentro” e a descrivere la solitudine e i paradossi che la circondano, oltre all’indifferenza che incombe su tutto, perché piuttosto che affrontare i fantasmi dell’esistenza e le tante paranoie del vivere è sicuramente più facile aggrapparsi alla superficialità e far finta che vada tutto bene, come se si potessero cancellare le varie inquietudini con la stessa facilità con cui si cambia canale con il telecomando.