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venerdì 17 agosto 2012

Commento di Valeria su Anobii


Ecco il commento di Valeria su www.Anobii.it sul libro "Se spegni non morirà nessuno"

4 persone lo trovano di aiuto

Una serie di racconti che rappresentano dei flash nell'esistenza dei loro protagonisti. A parte un paio, si tratta di scritti brevi, vere istantanee che pur immortalando un singolo e fugace attimo di vita, sono in grado di dilatare l'immagine fino a suggerirne anche quanto non vi è raffigurato.

domenica 4 marzo 2012

"Il Punto - sulla Riviera" parla di me


Ecco cosa dicono di me quelli del giornale "Il Punto". Li ringrazio ed auguro lunga vita al periodico.


domenica 8 gennaio 2012

Commento lasciato da "Nuvola in viaggio" su Anobii



Otto racconti, otto protagonisti che si aggrappano all’esistenza cogliendone il lato disincantato e disperato. E’ davvero una bella sfida quella che l’autore ha deciso di affrontare in questo sua prova da esordiente: raccontare “dal di dentro” la disperazione e la solitudine che, immancabilmente, la accompagna . Sfida sicuramente vinta, grazie alla sua particolare abilità a descrivere “le ferite inferte dall’esistenza” e ad un efficace utilizzo della scrittura: cruda e diretta.
Ognuno dei personaggi descritti nei racconti è estraneo non solo alle persone che ha accanto ma anche a se stesso, anzi principalmente a se stesso. Ogni protagonista sembra aver fatto tanta strada,anche se apparentemente ingabbiato dentro a percorsi tracciati e ripetitivi,ed è andato lontano, molto lontano, precipitando in un qualche posto dentro di sè da cui è difficile tornare indietro. Nessun grido d’aiuto può salvarli, non c’è scampo, visto che, oltretutto, si ritrovano a galleggiare dentro ad un mare di indifferenza e le persone che li sfiorano “non hanno reale coscienza di loro, della loro disperazione, ma solo conoscenza”. Nessuno si è accorto in tempo dei percorsi che hanno fatto per arrivare al punto in cui sono e l’incomunicabilità è oramai realtà “inscalfibile” e consolidata.
Leggere questi racconti è un pugno allo stomaco; mentre li leggi ti sembra quasi di rimanere in apnea e, alla fine, quando ciascun racconto finisce e lentamente riprendi fiato e ti allontani da ciascuna storia, ti sembra quasi di aver realmente esplorato “dal di dentro” i percorsi che conducono alla disperazione, quella vera, senza scampo. L’autore è molto bravo a far emergere “le voci di dentro” e a descrivere la solitudine e i paradossi che la circondano, oltre all’indifferenza che incombe su tutto, perché piuttosto che affrontare i fantasmi dell’esistenza e le tante paranoie del vivere è sicuramente più facile aggrapparsi alla superficialità e far finta che vada tutto bene, come se si potessero cancellare le varie inquietudini con la stessa facilità con cui si cambia canale con il telecomando.

 Nuvola in viaggio scritto il Jan 8, 2012 | 1 opinione

sabato 24 dicembre 2011

Il Segnale.it consiglia i Libri da mettere sotto l'albero


Tra gli altri libri ecco cosa consiglia:
"Dalla Puglia torniamo in riviera con il terzo consiglio. Si tratta della raccolta di racconti di uno scrittore esordiente. Ironico e caustico, il sambenedettese Lorenzo Ribeca in Se spegni non morirà nessuno, edito dalla Marte, si interroga sulla vita e sui rapporti di coppia. Umanissimo e forse un po’ spietato, questo libro si legge in una notte (che sarà poi una notte tormentata, ma ne varrà la pena, fidatevi)."

Leggi l'articolo intero

mercoledì 21 settembre 2011




"Ho già il rammarico di una vita che non vivrò."

Ma che bella sorpresa questo libriccino! Si tratta di una
 raccolta di racconti piacevolissimi da leggere e "difficili
 da buttar giù". Neppure un racconto, in questo libro,
 è banale o scontato. No. Anche se nello spazio di
 poche pagine, Lorenzo Ribeca riesce a costruire
intrecci originali, trame avvincenti che - chissà -
potrebbero anche diventare romanzi veri e propri.
 Io, personalmente, preferisco la forma del racconto
 breve, che è più incisiva e ti entra nell'anima
 come una scheggia.
Il mio racconto preferito? "Sfregi".
 Dopo moltissimo tempo, ho rincorso mia madre
 per casa col solo scopo di raccontarle ciò che
 l'autore aveva scritto nel racconto, e questo
 è tutto dire.
 Insomma, "Se spegni non morirà nessuno"
è un libro che merita davvero di essere letto,
commentato e conosciuto. Consigliatissimo.
 Bianca Rita Cataldi scritto il Sep 21, 2011 | 2 commenti

sabato 11 giugno 2011

Umano, allucinato e minimalista

www.il segnale.net, dice di me:
http://www.ilsegnale.net/?p=3491


L'incontro letterario rientra nell'ambito del "Piceno d'Autore"
Umano, allucinato e minimalista: ecco l’esordio letterario di Lorenzo Ribeca
È stato presentato ieri sera al Caffè Florian il libro "Se spegni non morirà nessuno". Si tratta di una raccolta di racconti pubblicati dalla Marte editrice del poeta Lucilio Santoni
di Silvia Del Gran Mastro

SAN BENEDETTO – Uno stile asciutto per raccontare storie amaramente ironiche, spesso surreali ma nonostante ciò umanissime. L’esordio letterario del giovane Lorenzo Ribeca ha tutto il sapore della vita vissuta ma abilmente sottaciuta, del non detto ma pensato, delle zone d’ombra che riempiono gli angoli del nostro quotidiano sopravvivere.
Un esordio da un titolo che si sottopone a più chiavi di lettura, Se spegni non morirà nessuno, e che è stato presentato pubblicamente nella serata di ieri, 8 giugno, al caffè Florian nell’ambito della manifestazione Piceno d’Autore, organizzata dall’associazione culturale I Luoghi della Scrittura. Davanti a un folto pubblico, parte del quale non ha trovato posto all’interno del locale sambenedettese e si è dovuto accontentare di stazionare all’esterno in religioso silenzio, Ribeca ha presentato la sua raccolta di racconti edita dalla Marte editore, accompagnato da Mimmo Minuto, vicepresidente dell’associazione I Luoghi della Scrittura, dal poeta Lucilio Santoni, editore della Marte e daValentina Rosati del centro culturale J. Maritain.
Poco più di un’ora per affrontare, da diversi punti di vista, i vari aspetti degli otto racconti presenti nella raccolta. Brani dai titoli pungenti e dal contenuto a tratti stravagante a tratti realissimo, in ogni caso sempre originale. Uno stile che richiama quello carveriano, dove il minimalismo americano la fa da padrone. Ma a differenza dello scrittore dell’Oregon che è sempre rimasto saldo alla realtà che descriveva, nei racconti di Ribeca si rischia spesso di entrare nelle allucinazioni dei suoi protagonisti e di confondersi tra le loro visioni tuttavia senza vedersi troppo lontani da quell’umanità che, sogni o incubi a parte, è più che mai terrena e attuale. È forse questo il più grande merito di un libro che lo stesso editore Santoni non ha esitato a definire «una pubblicazione che starebbe benissimo in tutti gli scaffali delle librerie d’Italia e non solo nei ristretti spazi in cui può collocarla Marte con le sue piccole forze».
Un lavoro durato diversi anni e fatto di mille correzioni, di cambiamenti in corso d’opera, di una ricerca stilistica infinita e temprata da innumerevoli esercizi di scrittura a cui l’autore ha confessato di abbandonarsi spesso. «Questo libro è qualcosa di strano, soprattutto per chi come me non ha voglia di trasmettere messaggi. – ha dichiarato Ribeca – Parliamo di un libro che non è morale ma neanche immorale, lo definirei amorale. Non voglio comunicare messaggi, dicevo: ci sono già troppe persone a dirci ciò che è giusto o sbagliato, c’è troppa confusione, troppi attacchi, troppi rumori, esagerazioni, catastrofi, morti, delitti, malattie. C’è sempre il santone di turno che ci rimprovera, ci conforta, ci converte, e noi, malati adepti ascoltiamo. Se spegni non morirà nessuno, allora dico. Spegnere ogni cosa che ci fa del male, endogena o esogena che sia».
Sui suoi personaggi, quasi tutti tratteggiati a grandi linee e lasciati solo immaginare al lettore, lo scrittore ha dichiarato: «Vivono nell’ignavia, sono disperati, compiono azioni inusuali; cercano di reagire al proprio destino solo astrattamente e mai compiendo gesti concreti. I miei personaggi sono assurdi e allucinati. Allo stesso tempo però credo che siano “umani, umanissimi”. Penso che dopotutto abbiamo solamente paura di ammetterlo. Ecco tutto».
Un libro dove oltre ai personaggi anche i rapporti sentimentali sembrano border line, in precario equilibrio tra resistenza e follia, tra incomprensioni e intolleranze. Realtà che sembrano lontane dall’autore che dedica l’intero lavoro alla sua compagna Alessandra «senza la quale questo libro non sarebbe nato».
09/06/2011 ore 19:14